• Febbraio

    7

    2020
Cappotto termico: meglio interno o esterno?

Cappotto termico: meglio interno o esterno?

Il cappotto termico

E’ un efficace sistema di coibentazione degli edifici, e può essere di due tipologie:

  • interno (quando il materiale isolante viene apposto sulle pareti interne)
  • esterno (quando viene apposto esternamente alla struttura).

Applicare un cappotto termico significa regalarsi un comfort abitativo maggiore, ma anche ottenere un significativo risparmio in bolletta. Un edificio isolato, infatti, mantiene il calore (o il fresco) al suo interno.

E le spese di riscaldamento e di rinfrescamento si abbassano.

Ma cosa conviene scegliere? Un cappotto interno o un cappotto esterno?

Una risposta univoca non esiste: dipende sempre da quali sono le proprie esigenze e le  varie situazioni, dal budget a disposizione e dalle condizioni in cui l’edificio versa.

Ma vediamo insieme pro e contro dei due tipi di isolamento.

Pro e contro del cappotto termico esterno

In termini di vantaggi offerti, nulla batte il cappotto termico esterno: applicato esternamente alla struttura, protegge le pareti dalle escursioni termiche e tutela la facciata, oltre che dagli agenti atmosferici, anche dall’inquinamento e dalle aggressioni chimiche che questo porta con sé.

Il cappotto termico esterno elimina i ponti termici: ciò vuol dire che non ci sono punti di discontinuità strutturale in corrispondenza, ad esempio, di travi e pilastri. E, dunque, non ci sono punti di dispersione.

Inoltre, questo sistema riduce il rischio di condensa superficiale e non restringe la superficie interna dell’edificio.

Tuttavia si tratta di un intervento costoso: è necessario installare ponteggi , modificare i davanzali delle finestre e i materiali da utilizzare sono molteplici quindi la scelta è importante, soprattutto per la stagione estiva dove la massa del materiale e la sua trasmittanza incidono molto sulle prestazioni isolanti.

Pro e contro del cappotto termico interno

Il cappotto termico interno comporta costi decisamente meno elevati, e spesso è una scelta obbligata: se si vive in condominio, e si intende isolare il proprio appartamento a differenza di quanto gli altri condomini vogliono fare, è l’unica scelta possibile. Ma ci sono anche casi in cui intervenire sulla facciata non è possibile per via dei vincoli paesaggistici.

Tra gli svantaggi che comporta vi sono la riduzione della superficie uni dei metodi più utilizzati è formata da una  struttura Metallica  con all’interno un materiale isolante  ad alta densità unita ad  una barriera vapore Il tutto racchiuso da una lastra in Cartongesso è fondamentale rivolgersi ad una ditta professionale ed esperta: se il cappotto interno non è applicato correttamente, durante la stagione fredda il vapore acqueo migra attraverso il pannello isolante e va a creare muffa e condensa.

A contare più di tutto, sia per il cappotto interno che per il cappotto esterno, sono però i materiali isolanti. Che possono essere sintetici, di origine minerale o naturali. Al primo gruppo appartiene il polistirene espanso, il più utilizzato per via del buon rapporto qualità-prezzo, ma i materiali migliori sono quelli naturali (il legno, il sughero, la canapa): la soluzione perfetta per migliorare il comfort abitativo, e per ottenere uno straordinario potere isolante.

Il consiglio? chiedeteci un sopralluogo ed una verifica termografica vi sapremo consigliare la migliore opzione per ciascuna esigenza ed una preventivazione dei costi[/vc_column_text]

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